Miei prodi camminatori!
Il Cammino di Celestino, in Abruzzo, non è un percorso solo: sono due. E la maggior parte delle persone lo scopre quando ha già prenotato i treni.
C’è il Cammino Grande di Celestino, 204 chilometri in 12 tappe da L’Aquila fino a Ortona, sul mare. E c’è il Classico degli Eremi della Maiella, 84 chilometri in 5 giorni da Sulmona a Serramonacesca, che non è un itinerario diverso ma il cuore del primo: le tappe dalla 5 alla 9.
Questa è la guida completa a tutti e due, tappa per tappa, con chilometri e dislivelli ufficiali del Parco Nazionale della Maiella. È il cammino che ho percorso più di ogni altro in Italia, da prima ancora che si chiamasse così, quindi oltre ai numeri ci trovate anche qualche opinione mia. Che vale quello che vale.

I due percorsi del Cammino di Celestino, in trenta secondi
Se avete fretta e volete solo capire quale dei due fa per voi, questa tabella vi risolve la serata.
| Cammino Grande di Celestino | Classico degli Eremi | |
|---|---|---|
| Lunghezza | 204 km | 84 km |
| Tappe | 12 | 5 (le tappe 5-9 del Grande) |
| Dislivello complessivo | circa +5.900 m | circa +3.965 m |
| Partenza | L’Aquila, Basilica di Collemaggio | Abbazia di Santo Spirito al Morrone, Sulmona |
| Arrivo | Ortona, sul mare | Abbazia di San Liberatore, Serramonacesca |
| Difficoltà ufficiale | E, escursionistico | E, escursionistico |
| Periodo consigliato | da metà aprile a metà novembre | da maggio a metà novembre |
La differenza vera non è la lunghezza. Il Grande è un attraversamento: valle dell’Aterno, Conca Peligna, Maiella, poi la costa. Cambiate paesaggio ogni giorno e finite con i piedi nell’Adriatico.
Il Classico è una concentrazione: sta tutto dentro il Parco Nazionale della Maiella e vi mette gli eremi rupestri uno dietro l’altro in cinque giorni. Varietà contro intensità. Non ce n’è uno migliore, c’è quello giusto per i giorni che avete.
Chi era Celestino V, e perché gli hanno intitolato un cammino
Pietro da Morrone faceva l’eremita sulla Maiella, dentro buchi nella roccia che oggi facciamo fatica a raggiungere con gli scarponi buoni. Nel 1294 lo tirano fuori di lì e lo incoronano papa nella Basilica di Collemaggio, a L’Aquila, con il nome di Celestino V.
Dopo quattro mesi si dimette. Primo papa della storia a farlo, quello che Dante liquiderà come il “gran rifiuto”. E torna in montagna.
Il Cammino di Celestino ricalca questa storia: parte da dove è stato incoronato e finisce dove la sua vicenda si è chiusa, sulla costa. Che è anche il motivo per cui la segnaletica è monodirezionale, e ci torniamo più avanti perché è una cosa che frega parecchia gente.
Le 12 tappe del Cammino Grande di Celestino
Questi sono i dati ufficiali del Parco Nazionale della Maiella. Li ho incrociati uno per uno con le tracce GPX scaricate dal sito del cammino: tornano tutti, con scarti sotto i trecento metri a tappa.
| Tappa | Percorso | km | D+ | D- |
|---|---|---|---|---|
| 1 | L’Aquila – Fontecchio | 26,5 | +150 | -160 |
| 2 | Fontecchio – Castelvecchio Subequo | 21 | +270 | -435 |
| 3 | Castelvecchio Subequo – Raiano | 10 | +385 | -490 |
| 4 | Raiano – Badia Morronese | 14 | +120 | -160 |
| 5 | Badia Morronese – Pacentro | 12 | +630 | -300 |
| 6 | Pacentro – Caramanico Terme | 19,5 | +750 | -840 |
| 7 | Caramanico Terme – Decontra | 14 | +770 | -550 |
| 8 | Decontra – Macchie di Coco | 22,5 | +1.310 | -1.275 |
| 9 | Macchie di Coco – Serramonacesca | 15,5 | +505 | -970 |
| 10 | Serramonacesca – San Martino sulla Marrucina | 16 | +500 | -450 |
| 11 | San Martino sulla Marrucina – Crecchio | 18,5 | +440 | -660 |
| 12 | Crecchio – Ortona | 14 | +85 | -290 |
Sommando: 203,5 chilometri e circa 5.900 metri di dislivello positivo. Tutte le tappe sono classificate E, escursionistico.
Due cose che salteranno all’occhio a chi sa leggere una tabella. La prima tappa è la più lunga di tutte, 26,5 chilometri quasi pianeggianti lungo la valle dell’Aterno: la difficoltà è solo la distanza, e partire a mezzogiorno è un ottimo modo per odiare il cammino al primo giorno.
La seconda è che l’ottava tappa, da sola, vale il dislivello di tre tappe messe insieme. Ci arriviamo.
Le 5 tappe del Classico degli Eremi della Maiella
Se avete cinque giorni e non due settimane, questo è il pezzo di Cammino di Celestino che dovete fare. Sono le tappe dalla 5 alla 9 del Grande, quelle dentro il Parco della Maiella, quelle con gli eremi rupestri.
| Giorno | Percorso | km | D+ | Cosa incontrate |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Badia Morronese – Pacentro | 12 | +630 | Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, santuario di Ercole Curino, borgo di Pacentro |
| 2 | Pacentro – Caramanico Terme | 19,5 | +750 | Passo San Leonardo, Roccacaramanico, ingresso nella valle dell’Orta |
| 3 | Caramanico Terme – Decontra | 14 | +770 | Valle dell’Orfento, ponte di San Cataldo, eremo di Sant’Onofrio all’Orfento |
| 4 | Decontra – Macchie di Coco | 22,5 | +1.310 | San Giovanni all’Orfento, Santo Spirito a Maiella, San Bartolomeo in Legio |
| 5 | Macchie di Coco – Serramonacesca | 15,5 | +505 | Capanne in pietra a secco, tombe rupestri sull’Alento, Abbazia di San Liberatore |
Totale: 83,5 chilometri e circa 3.965 metri di dislivello. Che su cinque giorni fanno una media da rispettare, non da sottovalutare.
Il quarto giorno è quello che vi spacca le gambe e vi ripaga tutto insieme: 22,5 chilometri, 1.310 metri di dislivello e tre eremi rupestri in una giornata sola. Se dovete tagliare qualcosa, non tagliate questo.

Le tappe una per una: mappe, dati e tracce GPX
Qui sotto ogni tappa del Cammino di Celestino con la sua scheda, la mappa e la traccia GPS da scaricare. I chilometri e i dislivelli sono quelli ufficiali del Parco; i tempi di percorrenza e le quote li ho calcolati sulle tracce reali con il metodo DIN 33466, quindi sono stime da camminatore medio con lo zaino, soste escluse.
Le tappe dalla 5 alla 9 sono quelle che compongono il Classico degli Eremi: se fate solo quello, vi servono quelle cinque.
Tappa 1 · L’Aquila – Fontecchio
- Distanza: 26,5 km
- Dislivello: +150 m / -160 m
- Tempo stimato: 7h 02min
- Quote: da 536 a 691 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Si parte dalla Basilica di Collemaggio, dove Celestino V fu incoronato, e si scende nella valle dell’Aterno. Lungo la strada la necropoli di Fossa, le Grotte di Stiffe e il ponte romano di Campana. È la tappa più lunga di tutte e la difficoltà è solo la distanza: partite presto.
Tappa 2 · Fontecchio – Castelvecchio Subequo
- Distanza: 21 km
- Dislivello: +270 m / -435 m
- Tempo stimato: 6h 05min
- Quote: da 454 a 675 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Si cammina lungo il fiume su ippovia, si sale al borgo fortificato di Beffi con la sua torre pentagonale del XII secolo, poi di nuovo giù al fiume e su a Castelvecchio Subequo. Tappa lunga ma senza cattiverie.
Tappa 3 · Castelvecchio Subequo – Raiano
- Distanza: 10 km
- Dislivello: +385 m / -490 m
- Tempo stimato: 3h 38min
- Quote: da 397 a 851 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
La più corta del Cammino di Celestino, ma non la più comoda: dopo un avvio su asfalto c’è un’ora di salita per il valico sotto il monte Urano e poi un sentiero ripido fino a Raiano. Si passa dal Parco Sirente-Velino e si entra nella Valle Peligna.
Tappa 4 · Raiano – Badia Morronese
- Distanza: 14 km
- Dislivello: +120 m / -160 m
- Tempo stimato: 3h 50min
- Quote: da 273 a 397 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Tappa comoda, un po’ di asfalto, dentro la Valle Peligna. Si passa da Corfinio con l’abbazia di San Pelino e si chiude sotto l’imponente Abbazia di Santo Spirito al Morrone. Da qui in poi comincia la montagna vera.
Tappa 5 · Badia Morronese – Pacentro
- Distanza: 12 km
- Dislivello: +630 m / -300 m
- Tempo stimato: 4h 16min
- Quote: da 364 a 698 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Prima tappa del Classico degli Eremi. Venti minuti di salita secca dalla Badia all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, che è il tratto più faticoso della giornata, poi il santuario di Ercole Curino e l’arrivo a Pacentro sotto il Castello Caldora.
Tappa 6 · Pacentro – Caramanico Terme
- Distanza: 19,5 km
- Dislivello: +750 m / -840 m
- Tempo stimato: 6h 55min
- Quote: da 589 a 1281 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Si passa dalla Valle Peligna alla valle dell’Orta attraverso il Passo San Leonardo, nel cuore della Maiella. La salita è costante ma mai eccessiva, tutta concentrata al mattino, e il pomeriggio è discesa. Sulla strada Roccacaramanico.
Tappa 7 · Caramanico Terme – Decontra
- Distanza: 14 km
- Dislivello: +770 m / -550 m
- Tempo stimato: 5h 24min
- Quote: da 507 a 1009 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: NO, tappa vietata ai cani
Scarica la traccia GPS:
Dentro la Valle dell’Orfento: il sentiero delle Scalelle, il ponte di San Cataldo, l’eremo di Sant’Onofrio all’Orfento. Attenzione, il tratto attrezzato di Piscia Giumenta, un centinaio di metri di cavo d’acciaio, al momento non è percorribile e c’è un itinerario alternativo: verificate prima di partire. A Decontra c’è una sola struttura.
Tappa 8 · Decontra – Macchie di Coco
- Distanza: 22,5 km
- Dislivello: +1310 m / -1275 m
- Tempo stimato: 9h 42min
- Quote: da 678 a 1535 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: NO, tappa vietata ai cani
Scarica la traccia GPS:
La tappa più dura e la più densa di tutto il cammino: tre eremi rupestri in una giornata sola, San Giovanni all’Orfento, Santo Spirito a Maiella e San Bartolomeo in Legio. L’acqua la trovate ai tre fossi ed è gelida. Se dovete tagliare qualcosa, non tagliate questa.
Tappa 9 · Macchie di Coco – Serramonacesca
- Distanza: 15,5 km
- Dislivello: +505 m / -970 m
- Tempo stimato: 5h 42min
- Quote: da 367 a 902 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Ultima tappa del Classico degli Eremi. Si attraversa il settore nord del Parco tra complessi agricoli in pietra a secco, i resti del campo di prigionia di Acquafredda, la sorgente Garzillo e le tombe rupestri scavate lungo l’Alento. Si chiude all’Abbazia di San Liberatore.
Tappa 10 · Serramonacesca – San Martino sulla Marrucina
- Distanza: 16 km
- Dislivello: +500 m / -450 m
- Tempo stimato: 5h 15min
- Quote: da 268 a 609 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Dislivelli ben distribuiti. Torre di Polegro, centro storico di Pretoro con i mulini storici, museo della ceramica a Rapino e la neviera di San Martino. Con la pioggia forte il guado del fiume Foro diventa pericoloso: esiste un’alternativa su asfalto da Pretoro a Rapino.
Tappa 11 · San Martino sulla Marrucina – Crecchio
- Distanza: 18,5 km
- Dislivello: +440 m / -660 m
- Tempo stimato: 5h 58min
- Quote: da 156 a 434 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
La Maiella si allontana e comincia la costa: i boschi lasciano il posto a campi e vigne. Discesa a Filetto, salita al Convento della Santissima Annunziata, poi Canosa Sannita e Crecchio con il suo castello ducale.
Tappa 12 · Crecchio – Ortona
- Distanza: 14 km
- Dislivello: +85 m / -290 m
- Tempo stimato: 3h 57min
- Quote: da 0 a 209 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Finis terrae. Si scende tra i vigneti fino a Ortona: castello aragonese, Cattedrale di San Tommaso e il lungomare. Il testimonium si ritira in Piazza della Repubblica. Solo l’asfalto finale è un po’ fastidioso, ma a quel punto avete il mare davanti.
Variante · Macchie di Coco – Serramonacesca per Manoppello
- Distanza: 20,5 km
- Dislivello: +780 m / -1250 m
- Tempo stimato: 7h 39min
- Quote: da 277 a 870 m
- Difficoltà: E, escursionistico
- Cane: sì
Scarica la traccia GPS:
Variante ufficiale che sostituisce la nona tappa. Si sale al colle di Acquafredda, si entra nel Fosso Sant’Angelo fino alla Grotta Sant’Angelo e si risale al Santuario del Volto Santo di Manoppello. Cinque chilometri in più e parecchia discesa, con la parte alta da evitare con il caldo. A differenza delle due tappe precedenti, si può fare con il cane.
Quale dei due percorsi scegliere
- Avete 5 giorni e volete la parte più bella: il Classico degli Eremi. Nessun dubbio.
- È il vostro primo cammino: sempre il Classico, ma allenati. Non è una passeggiata di cinque giorni, è montagna vera con un paio di tappe toste.
- Avete due settimane e volete arrivare al mare a piedi: il Cammino Grande di Celestino, tutto intero. L’arrivo a Ortona vale i giorni in più.
- Avete un weekend: fate le prime due tappe del Classico, Badia Morronese-Pacentro-Caramanico, e tornate. Sono 31,5 chilometri e vi restano in testa lo stesso.
- Camminate con il cane: attenzione, ne parliamo tra due paragrafi, perché è il punto dove la gente si organizza male.
L’Eremo di San Giovanni all’Orfento: libero non vuol dire facile
È il più inaccessibile degli eremi di Pietro da Morrone e sta a 1.227 metri, dentro la Riserva della Valle dell’Orfento, nel comune di Caramanico Terme. Lo incontrate sull’ottava tappa.
L’eremo è sempre aperto e l’ingresso è libero. Ma libero non vuol dire facile: si entra per una scala intagliata nella roccia e poi per una cengia orizzontale di una quindicina di metri, larga quaranta centimetri, non protetta, che si percorre a pancia a terra.
Il Parco lo scrive senza giri di parole: l’ingresso è riservato a persone adeguatamente preparate e attrezzate. Se non lo siete, lo guardate da fuori. E da fuori è comunque una delle cose più incredibili dell’Appennino, quindi non fatevi venire strane idee per una foto.
Quanto è difficile il Cammino di Celestino
Tutte le tappe del Cammino di Celestino sono classificate E, escursionistico. Nessun tratto attrezzato obbligatorio, nessun passaggio alpinistico: si cammina su sentiero.
Detto questo, E non vuol dire comodo. Ci sono tappe da oltre 1.300 metri di dislivello, si sta su sentiero vero e non su sterrata da passeggio, e ci sono giornate in cui l’acqua ve la portate perché non la trovate. Serve allenamento e un minimo di abitudine alla montagna.
Se venite dal Cammino degli Dei o dal Cammino dei Briganti e vi aspettate lo stesso tipo di fatica, arrivate preparati diversamente: qui si sale e si scende parecchio di più.
Un’ultima cosa sulla settima tappa: al momento il tratto attrezzato di Piscia Giumenta, un centinaio di metri di cavo d’acciaio, non è percorribile ed è previsto un itinerario alternativo. Controllate le news sul sito ufficiale prima di partire, perché queste cose cambiano.
Quando andare, e con il cane si può?
Il periodo buono va da metà aprile a metà novembre per le tappe basse, e da maggio in poi per quelle alte, ottava compresa. Le ultime tappe verso la costa si fanno tutto l’anno.
In pieno agosto la parte in quota è dura per il caldo e certi tratti esposti diventano forni. Se potete scegliere, settembre e inizio ottobre sono la finestra migliore: temperature giuste, acqua nei fossi e faggete che cominciano a girare.
Sul cane: si può portare su quasi tutto il Cammino di Celestino, ma non sulla settima e sull’ottava tappa. Se camminate con lui dovete organizzare quei due giorni diversamente, e la variante per Manoppello invece è percorribile.
Credenziale, testimonium e tracce GPX
La credenziale è gratuita. La ritirate agli uffici IAT di L’Aquila o all’Abbazia di Santo Spirito al Morrone a Sulmona, oppure ve la spedisce il Parco scrivendo a [email protected], anche questo senza spese.
I timbri si raccolgono in chiese, eremi, uffici turistici e strutture ricettive. Il testimonium, anche lui gratuito, si ritira a Serramonacesca all’Abbazia di San Liberatore o a Ortona in Comune, e spetta anche a chi ha fatto solo Sulmona-Serramonacesca o Sulmona-Ortona.
Le tracce GPX le trovate qui sopra, una per ogni tappa, con il bottone di download sotto la mappa. Sono i rilievi ufficiali in UTM33N-WGS84 e le ho verificate una per una prima di pubblicarle: i chilometraggi combaciano con quelli dichiarati, con scarti sotto i trecento metri a tappa.
Se preferite scaricarle alla fonte, o vi serve la traccia unica dell’intero percorso, stanno anche sul sito ufficiale del Cammino di Celestino, senza registrazione. Quella è la versione che resta sempre aggiornata in caso di modifiche al tracciato.
La segnaletica è bianco-rossa con mattonelle in ceramica dedicate, ed è monodirezionale: è pensata per chi va da L’Aquila verso Ortona. Se vi viene l’idea di farlo al contrario, sappiate che i segni non vi aiuteranno e la traccia GPX diventa obbligatoria, non un vezzo.
Come arrivare e dove dormire
L’aeroporto è quello di Pescara, a poco più di cinque chilometri dal centro. In treno arrivate a L’Aquila, Sulmona o Pescara: la stazione dell’Aquila sta a due chilometri e mezzo dalla partenza, quella di Sulmona a 5,3 chilometri dalla Badia Morronese.
Gli autobus sono di TUA e collegano Pescara con L’Aquila e Sulmona. Attenzione: molte corse non circolano la domenica e nei festivi, ed è un classico modo per restare piantati alla fine di una tappa. Al ritorno, da Serramonacesca la fermata sta 1,4 chilometri più in basso del paese.
Sul dormire il consiglio è uno solo e vale doppio: prenotate. I paesi sono piccoli e i posti letto si contano sulle dita. A Decontra, fine della terza tappa del Classico, c’è sostanzialmente una struttura: o la prenotate o vi organizzate per dormire a Caramanico Terme e rientrare.
Cosa mettere nello zaino
Niente di esotico, ma tre cose non sono negoziabili su questo cammino.
- Scarpe da trekking vere, con suola che tenga sul calcare bagnato. Sulla Maiella la roccia liscia è ovunque. Se dovete rifarle, ne parlo nella guida alle migliori scarpe da trekking.
- Acqua per tutta la giornata, soprattutto sull’ottava tappa. I fossi ci sono, ma non contateci come se fossero fontanelle.
- Guscio impermeabile anche col cielo pulito. In quota sulla Maiella i temporali del pomeriggio arrivano in un’ora e mezza.
Domande frequenti sul Cammino di Celestino
Quanto dura il Cammino di Celestino?
Il Cammino Grande dura 12 giorni per 204 chilometri. Il Classico degli Eremi si fa in 5 giorni per 84 chilometri. Esistono anche le combinazioni intermedie L’Aquila-Serramonacesca e Sulmona-Ortona, per le quali si ottiene comunque il testimonium.
Il Cammino di Celestino è difficile?
Ufficialmente tutte le tappe sono E, escursionistiche. Nella pratica ci sono giornate da oltre 1.300 metri di dislivello su sentiero: serve allenamento e abitudine alla montagna. Non è un cammino da primo giorno di attività fisica.
Si può fare il Cammino di Celestino con il cane?
Su quasi tutte le tappe sì, ma non sulla settima Caramanico-Decontra e non sull’ottava Decontra-Macchie di Coco. La variante per Manoppello invece è percorribile con il cane.
Qual è il periodo migliore?
Da metà aprile a metà novembre in generale, da maggio per le tappe in quota. Settembre e inizio ottobre sono la finestra migliore per temperature e colori.
Serve la credenziale e quanto costa?
Non è obbligatoria per camminare, ma serve per raccogliere i timbri e ottenere il testimonium all’arrivo. Credenziale e testimonium sono entrambi gratuiti.
Si può entrare nell’Eremo di San Giovanni all’Orfento?
Sì, è sempre aperto e a ingresso libero, ma l’accesso avviene su una cengia non protetta larga quaranta centimetri che si percorre a pancia a terra. Il Parco lo riserva a chi è preparato e attrezzato. Dall’esterno è visitabile da chiunque.
Dove si dorme lungo il percorso?
In B&B, agriturismi e piccole strutture nei borghi attraversati. I posti letto sono pochi e vanno prenotati con anticipo, in particolare a Decontra dove l’offerta è minima.
Si può percorrere il Cammino di Celestino al contrario?
Tecnicamente sì, ma la segnaletica è monodirezionale da L’Aquila verso Ortona. Andando in senso inverso non troverete indicazioni utili e la navigazione con traccia GPX diventa indispensabile.
Prima di partire
Il Cammino di Celestino è gestito dal Parco Nazionale della Maiella, e tutte le informazioni ufficiali, aggiornamenti sul tracciato compresi, stanno sul sito del cammino. Il centro di accoglienza è all’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, a Sulmona.
Se invece cercate un altro modo di attraversare gli stessi eremi, sulla Maiella corre anche il Sentiero dello Spirito, che ho percorso in solitaria e che tocca molti degli stessi luoghi con un’impostazione più alpinistica.
E se cinque giorni sono esattamente il tempo che avete, date un’occhiata anche agli altri cammini italiani da fare in pochi giorni.
Poi però tornate qui, perché il Cammino di Celestino resta uno di quei percorsi che ti rimangono addosso. Uno che ha mollato il papato per tornare a dormire in un buco nella roccia qualcosa l’aveva capito.
Ci vediamo sui sentieri, con passo sicuro e spirito cretino.
Nico Colucci per Il cammino del Cretino












