Monte Amaro dal Rifugio Pomilio: la vetta della Majella con la notte al Manzini


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Monte Amaro dal Rifugio Pomilio: la vetta della Majella con la notte al Manzini

Monte Amaro dal Rifugio Pomilio

La vetta della Majella in due giorni, con la notte al Rifugio Manzini: dati, consigli e traccia GPX

  • Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
  • Lunghezza: circa 25,7 km andata e ritorno, in due giorni
  • Tempo di percorrenza: 6-7 ore il primo giorno, 4-5 ore il secondo
  • Dislivello in salita: circa +1.700 m in totale
  • Quota: da 1.890 a 2.793 m s.l.m.
  • Partenza e arrivo: Rifugio Bruno Pomilio, Maielletta (Pretoro, CH)
  • Pernotto: Rifugio Ciro Manzini, 2.522 m, non gestito
  • Sentiero: P, il Sentiero del Parco (Parco Nazionale della Majella)
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Miei prodi camminatori! Oggi si sale sul tetto della Majella: il Monte Amaro dal Rifugio Pomilio, 2.793 metri, con una notte in quota al Rifugio Manzini. Perché quando siamo saliti noi, in vetta, c’era ancora un cantiere. E giovedì 1° ottobre 2026 si inaugura il nuovo Bivacco Pelino.


Il Monte Amaro è la seconda cima dell’Appennino dopo il Corno Grande, e per decenni in vetta ti aspettava una cosa sola: il Bivacco Pelino, la cupola rossa che vedevi da chilometri e che è finita in metà delle foto di chiunque sia salito quassù. Ecco, quella cupola non c’è più. È stata smontata e al suo posto il Parco ha montato un bivacco nuovo, che viene inaugurato giovedì 1° ottobre 2026 alle 11:00 proprio in vetta.

Il risultato pratico, per chi vuole dormire in quota: fino all’inaugurazione il Pelino non si usa e la pagina ufficiale del Parco lo dà ancora come “momentaneamente non fruibile”. Quando ci siamo andati noi, a inizio settembre, la notte l’abbiamo passata un po’ più in basso, al Rifugio Manzini, nella Valle Cannella, che dalla vetta sta a meno di un’ora di cammino ed è un’ottima alternativa anche adesso.

È esattamente il giro che ti racconto qui: il Monte Amaro dal Rifugio Pomilio in due giorni, lungo il Sentiero del Parco, con salita in vetta il primo giorno, discesa al Manzini per la notte e rientro con calma il giorno dopo. Con i dati veri, i punti dove si fatica e quello che ti serve nello zaino.

Monte Amaro dal rifugio Pomilio

Il percorso del Monte Amaro dal Rifugio Pomilio: km, dislivello e cime

Si parte dal Rifugio Bruno Pomilio, sulla Maielletta, a circa 1.890 metri: ci arrivi in macchina da Pretoro o da Passo Lanciano ed è già un bel vantaggio, perché metà del lavoro sulla quota l’ha fatto la strada. Da qui si segue il sentiero P, il Sentiero del Parco, che è il modo classico di salire il Monte Amaro dal Rifugio Pomilio e anche il più frequentato della Majella.

I numeri, misurati sulla traccia GPX: 25,7 km andata e ritorno e circa +1.700 metri di dislivello complessivo. Divisi per giorno fanno così: il primo giorno 14,2 km, circa +1.250 e -630 metri, dalla partenza alla vetta e poi giù al Manzini. Il secondo giorno 11,5 km, circa +430 e -1.050 metri, per tornare al Pomilio.

Lungo la strada metti in fila le cime della cresta settentrionale: il Blockhaus, il Monte Cavallo con la Tavola dei Briganti, il Monte Focalone (2.676 m), Cima Pomilio (2.656 m), il Monte Tre Portoni (2.673 m) e infine il Monte Amaro, 2.793 metri. Dopo il Focalone cammini sempre sopra i 2.600: è quel tratto che ti resta in testa.

Sul tempo di percorrenza ti do la forbice onesta. Il Parco indica circa 5 ore dal Pomilio alla vetta; aggiungi la discesa al rifugio e le soste, e il primo giorno viene sulle 6-7 ore. Il secondo, che è quasi tutto in discesa, sta nelle 4-5 ore. Le stime teoriche calcolate sulla traccia danno di più, ma sono prudenti e non conoscono le tue gambe.

La mappa interattiva del Monte Amaro dal Rifugio Pomilio

Qui sotto trovi la mappa interattiva del percorso: puoi zoomare, seguire la traccia passo passo e guardare il profilo altimetrico prima di partire, così sai dove sta il muro del Focalone e dove invece si cammina in cresta tirando il fiato.

Il nuovo Bivacco Pelino: inaugurazione il 1° ottobre 2026

Il Bivacco Pelino era stato inaugurato il 18 luglio 1982 e dedicato a Cesare Mario Pelino, giovane socio del CAI di Sulmona: una cupola geodetica rossa di 105 pannelli triangolari, con 10 posti letto a castello, sempre aperta e incustodita. Prima ancora, sulla vetta c’era il bivacco intitolato a Falco Maiorano, la prima guida CAI ufficiale della Majella, che il vento si è portato via la notte di Capodanno del 1974. Per questo sul nome della struttura nuova c’è pure un bel dibattito.

La vecchia cupola è stata smantellata e a giugno 2026 sono ripresi i lavori per il bivacco nuovo, con gli elicotteri a fare la spola fino a quasi 2.800 metri. Durante il cantiere il Parco ha chiuso un’area di circa 150 metri attorno alla vetta, delimitata con cartelli e paletti: se la trovi recintata, non si entra.

La data adesso c’è: il nuovo bivacco si inaugura giovedì 1° ottobre 2026 alle 11:00, in vetta al Monte Amaro. L’annuncio arriva dal Parco, che invita chi vuole a salire per l’occasione. I lavori sono stati finanziati dalla Regione Abruzzo e dal Parco Nazionale della Majella.

Io ci sono passato a inizio settembre e non era ancora accessibile, ma da fuori l’ho visto bene: sembra la capsula di Dragon Ball. È molto bello, adesso non resta che andare a vederlo da dentro.

Due raccomandazioni. La prima: lasciatelo pulito. Durante il cantiere qualcuno è entrato senza permesso e dentro ha lasciato dei rifiuti, prima ancora dell’inaugurazione. Quello che porti su, lo riporti giù. La seconda: in vetta l’acqua non c’è. Se vuoi passarci la notte arriva attrezzato, con sacco a pelo, materassino e acqua per la sera, la colazione e la discesa.

Al 29 settembre 2026 la pagina del Parco Nazionale della Majella dice ancora che il bivacco è momentaneamente non fruibile, e posti letto e regole d’uso del nuovo bivacco non sono ancora stati pubblicati. Prima di partire controlla lì: è l’unica fonte che conta.

Primo giorno: dal Pomilio alla vetta del Monte Amaro

Il primo tratto è un regalo: dal rifugio si segue la vecchia strada chiusa al traffico, il percorso “Indro Montanelli – Lelio Porreca”, che sale piano verso il pianoro sotto i ruderi del Fortino del Blockhaus. Da qui il panorama si apre già su tutta la Majella e sul mare, dall’altra parte.

Il sentiero prende la cresta, passa sul Blockhaus o lo aggira sul lato ovest affacciato sulla Valle dell’Orfento, e arriva alla selletta del Monte Cavallo. Poco lontano c’è la Tavola dei Briganti, una roccia piena di incisioni lasciate da pastori e briganti a metà Ottocento. Una deviazione di pochi minuti che vale la pena.

Alla selletta c’è il fontanino, ed è l’unica acqua segnalata su tutto il percorso: se c’è, riempi tutto quello che hai. Da qui in poi si fa sul serio. La salita verso il Monte Focalone è il tratto più faticoso della giornata e sbuca sulla cresta che chiude l’Anfiteatro delle Murelle, dove c’è anche il piccolo Bivacco Fusco.

Dal Focalone in avanti si resta in alto: si passa per i Tre Portoni, sotto Cima Pomilio e il Monte Rotondo, fino al pianoro sotto l’ultimo strappo. Tieni gli occhi aperti, perché su questi prati pascolano i camosci appenninici e sulla cresta nord della vetta crescono le stelle alpine. Si guardano, non si raccolgono.

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La notte al Rifugio Manzini

Dalla vetta al Rifugio Ciro Manzini sono circa 1,4 km e 250-270 metri di discesa verso la Valle Cannella: il Parco stima una cinquantina di minuti. Il rifugio sta a 2.522 metri ed è una struttura non gestita: nessuno ti aspetta, nessuno ti cucina, niente prenotazioni.

Tradotto: ti porti tutto. Sacco a pelo adatto alle temperature di quasi 2.600 metri, materassino, fornelletto, cena e colazione e soprattutto l’acqua per la sera e per il giorno dopo, perché lassù non ce n’è. Il Parco ricorda anche che l’ente non è né proprietario né custode dei rifugi: prima di partire informati sullo stato della struttura.

E poi c’è il motivo vero per cui vale la pena dormire quassù: il tramonto e l’alba sulla Majella, da un posto dove a quell’ora non passa più nessuno.

Secondo giorno: il rientro al Rifugio Pomilio

Il ritorno segue la stessa strada al contrario: si risale dal Manzini verso la cresta, circa 430 metri di salita spalmati sulla giornata, e poi è quasi tutta discesa, oltre mille metri fino al Pomilio. Le gambe il giorno dopo le senti, soprattutto sulla discesa dal Focalone, che è ripida e con fondo sassoso.

Il bello di farla in due giorni è proprio questo: la cresta la fai due volte, con la luce del pomeriggio all’andata e con quella del mattino al ritorno, e sembra un altro posto. Riempi le borracce al fontanino del Monte Cavallo e goditi l’ultimo pezzo in piano verso il rifugio.

Difficoltà del Monte Amaro dal Rifugio Pomilio e quando andare

Il Parco classifica il percorso EE, per escursionisti esperti. Non ci sono passaggi attrezzati né tratti dove servono le mani, ma è lungo, sta a lungo sopra i 2.500 metri ed è completamente esposto: niente alberi, niente ombra, niente riparo se il tempo gira.

Il periodo buono va da giugno a inizio ottobre, neve permettendo. D’estate occhio ai temporali del pomeriggio: in cresta sei il punto più alto per chilometri, e con i fulmini non è un posto dove stare. Parti presto e controlla il meteo fino all’ultimo. Con la nebbia l’altopiano sommitale disorienta: la traccia GPX sul telefono o su dispositivo dedicato non è un optional.

Cosa mettere nello zaino per due giorni in quota

  • Acqua: almeno 3 litri a testa più la scorta per cena e colazione, perché l’unico fontanino è al Monte Cavallo.
  • Sacco a pelo e materassino: il Manzini non è gestito, dormi con quello che ti porti.
  • Strati caldi: pile, piumino leggero e guscio antivento. A 2.500 metri la sera fa freddo anche ad agosto.
  • Frontale con batterie cariche, per la sera al rifugio e per l’alba.
  • Fornelletto e cibo per cena, colazione e due pranzi al sacco.
  • Scarponi con buona suola: il fondo della cresta è sassoso per chilometri.
  • Crema solare, cappello e occhiali: non c’è un filo d’ombra.
  • Traccia GPX scaricata offline sul telefono e un power bank.

Mappa e traccia GPX del Monte Amaro dal Rifugio Pomilio

  • Distanza: 25,7 km (14,2 + 11,5)
  • Dislivello: circa +1.700 / -1.700 m
  • Tempo: 6-7 h + 4-5 h
  • Quota: 1.890 – 2.793 m
  • Difficoltà: EE
  • Acqua: solo al fontanino del Monte Cavallo

Scarica la traccia GPS:

Domande frequenti sul Monte Amaro

Quanto ci vuole per salire al Monte Amaro dal Rifugio Pomilio?

Il Parco indica circa 5 ore per 12,75 km e 1.130 metri di dislivello in salita. Contando le soste, calcola una giornata piena. In giornata andata e ritorno sono oltre 25 km: si fa, ma solo se sei molto allenato e parti all’alba.

Si può dormire al Bivacco Pelino?

Il nuovo Bivacco Pelino viene inaugurato giovedì 1° ottobre 2026 alle 11:00: fino ad allora il Parco lo dà come non fruibile. Per posti letto e regole d’uso della struttura nuova controlla la pagina del Parco prima di partire, e ricorda che in vetta non c’è acqua. L’alternativa più vicina resta il Rifugio Manzini, a circa 50 minuti dalla vetta.

Il Rifugio Manzini è gestito?

No, è un rifugio non gestito a 2.522 metri in Valle Cannella. Non si prenota e non c’è nessuno: servono sacco a pelo, cibo e acqua per la notte.

C’è acqua lungo il sentiero?

L’unico punto acqua segnalato è il fontanino alla selletta del Monte Cavallo, nella prima parte del percorso. Oltre, e al Manzini, non contarci.

Il Monte Amaro è difficile?

È classificato EE. Tecnicamente non ha passaggi complicati, la difficoltà sta nella lunghezza, nella quota e nell’esposizione al meteo. Serve buon allenamento e esperienza di montagna.

Dove si parcheggia per il Rifugio Pomilio?

Il rifugio sta sulla Maielletta, raggiungibile in auto da Pretoro e da Passo Lanciano. Si parcheggia nella zona del rifugio.

Quando conviene salire sul Monte Amaro?

Da giugno a inizio ottobre, quando la cresta è libera dalla neve. D’estate parti presto per evitare i temporali del pomeriggio.

Si possono portare i cani?

Il Parco pubblica una traccia apposita per il tratto percorribile con gli animali. Informati sul regolamento del Parco prima di partire, perché in quota vivono i camosci.

Altri sentieri sulla Majella

Se la Majella ti è entrata in testa, il Monte Amaro dal Rifugio Pomilio è solo un pezzo del Sentiero del Parco, il trekking a tappe che attraversa tutto il massiccio. E se preferisci eremi e abbazie alle creste, c’è il Cammino di Celestino, con i suoi due percorsi.

Il Monte Amaro dal Rifugio Pomilio con la notte al Manzini è il modo giusto di prendersi la vetta della Majella: senza correre, con una cresta da fare due volte e un tramonto a 2.500 metri in mezzo. Il Pelino nuovo apre il 1° ottobre 2026, e lassù a dormirci ci torniamo. Nel frattempo, acqua nello zaino e passo sicuro. Buon viaggio miei prodi Camminatori!

Il video del Monte Amaro dal Rifugio Pomilio

Se vuoi vedere il percorso prima di partire, qui c’è il video dei nostri due giorni: la cresta dal Blockhaus al Focalone, la vetta con il cantiere del Pelino, la notte al Rifugio Manzini e il rientro con la luce del mattino.

— Nico Colucci —
Il Capitano dei camminatori Cretini

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