
Miei prodi camminatori, intraprendere un trekking all’estero è molto più che un viaggio: è un rito di passaggio. I sentieri di casa ci regalano bellezza, tradizione e il calore del conosciuto; ma quando decidiamo di andare oltre, verso i grandi trekking all’estero, ci misuriamo con l’ignoto.
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Il Cammino di Santiago, la Rota Vicentina, il maestoso Pacific Crest Trail, l’Annapurna Circuit o l’antico Camino Inca: questi non sono semplici percorsi, ma universi paralleli, ciascuno con regole, difficoltà e meraviglie proprie. Qui si impara a viaggiare dentro e fuori di sé, tra chilometri, silenzi e nuove culture.
Preparazione fisica e mentale per i grandi trekking all’estero
Non illudetevi, miei prodi: nessun grande cammino si affronta con leggerezza.
Il corpo: abituatelo a marce quotidiane sotto sole o pioggia. Oltre ai muscoli servono resistenza, cadenza di passo, articolazioni e respiro allenati.
La mente: l’alleato più potente. Solitudine, nostalgia, dolore fisico: la forza interiore vi farà avanzare quando la motivazione vacilla.
Camminare per giorni lontano da casa insegna ad accettare i propri limiti e a trasformarli in forza. Questa è la vera palestra dei grandi trekking all’estero.

Permessi e logistica nei grandi trekking all’estero
Ogni cammino ha le sue regole, e conoscerle è il primo atto di presa di consapevolezza:
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Cammino di Santiago: non servono permessi speciali, ma è fondamentale ottenere la Credenziale del Pellegrino, che permette di accedere agli albergues e raccogliere i timbri lungo il percorso, fino a giungere alla Compostela.
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Rota Vicentina: selvaggia e meno battuta, corre lungo le coste atlantiche del Portogallo. Non servono permessi, ma bisogna programmare con cura alloggi e rifornimenti, perché alcuni tratti sono meta di grandi flussi turistici e si rischia di spendere più del dovuto.
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Pacific Crest Trail: lungo oltre 4.200 km, dall’America del Messico al Canada, richiede un permesso ufficiale di thru-hike e un’attenta pianificazione dei rifornimenti.
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Camino Inca: tra i più regolamentati al mondo, l’accesso è limitato a poche centinaia di persone al giorno e va prenotato con mesi di anticipo.
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Annapurna Circuit: per percorrere i circuiti nepalesi occorrono permessi rilasciati dal governo e talvolta guide obbligatorie, soprattutto nelle zone più remote.
Organizzare bene la logistica è parte integrante del viaggio: trasporti, visti, cambi di altitudine, stagionalità. Chi parte preparato, cammina sereno.
Imprevisti durante i grandi trekking all’estero
Un grande trekking non è mai lineare, e il cammino diventa scuola di resistenza.
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Il meteo: un temporale improvviso, la neve tardiva o il vento dell’oceano possono costringere a rivedere i piani.
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L’isolamento: giorni interi senza centri abitati o copertura telefonica.
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La natura: orsi nei boschi americani, serpenti nei tratti più aridi, la potenza dell’oceano lungo la Rota Vicentina.
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Gli infortuni: una semplice vescica può trasformarsi in una piaga se trascurata, un ginocchio dolorante può diventare un ostacolo insormontabile lontano dai soccorsi.
Il segreto non è eliminare i rischi, ma imparare a conviverci e prevenirli.
Assicurazione viaggio estero: un alleato invisibile nei grandi trekking
Miei prodi camminatori, nessun grande viaggio dovrebbe partire senza una protezione adeguata. Possiamo allenare il corpo, studiare le mappe, pianificare le tappe… ma l’imprevisto resta dietro l’angolo. È qui che una assicurazione viaggio estero fa la differenza tra sicurezza e disperazione.
Perché un’assicuraizone è indispensabile per i grandi trekking all’estero
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Cure mediche costose: in alcuni stati una semplice visita può costare l’equivalente di centinaia di euro, un ricovero migliaia.
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Evacuazioni di emergenza: ovviamente si spera che non avvenga mai, ma la storia insegna che anche le evacuazioni di emergenza possono capitare per svariati motivi.
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Infortuni e malattie impreviste: una caduta, un’infezione, un colpo di calore, un trauma – eventi rari ma possibili.
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Bagagli e attrezzatura: smarrimento o furto del materiale tecnico e personale, spesso costoso e indispensabile.
Camminare con un’assicurazione viaggio estero è come avere accanto un compagno silenzioso, che non pesa sulle spalle ma vi solleva nel momento del bisogno.
Perché scegliere SafetyWing
Come ambassador, consiglio SafetyWing, pensata per viaggiatori e camminatori di lungo corso.
- Coperture principali: spese mediche fino a 250.000$, ricoveri, interventi chirurgici, evacuazioni d’emergenza, bagagli e copertura COVID.
- Due piani: Essential (base solida) e Complete (copertura estesa con extra per chi non vuole lasciare nulla al caso).
- Vantaggi pratici: attivabile anche a viaggio iniziato, valida in oltre 180 Paesi, add-on per sport/elettronica, perfetta per lunghi periodi.
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Conclusione
Miei prodi, i grandi trekking all’estero sono più di un viaggio: sono prove iniziatiche, sentieri che insegnano resilienza e aprono la mente. Che sia il Cammino di Santiago con la sua spiritualità millenaria, la Rota Vicentina con la forza dell’oceano, o i percorsi lontani che attraversano continenti, la regola è la stessa: prepararsi, rispettare, proteggersi.
Chi parte consapevole non cammina soltanto: cresce, si trasforma, torna con uno spirito nuovo.
Ci vediamo sui sentieri del mondo, con passo sicuro e spirito cretino.
Nico Colucci per
Il cammino del Cretino