Escursione vs Cammino – Le 3 grandi differenze


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Escursione vs Cammino – Le 3 grandi differenze

Prodi camminatori Cretini! Oggi cercheremo di rispondere ad una domanda che attanaglia molte anime erranti: escursione o cammino?

L’escursionismo, i cammini e le esperienze di immersione nella natura hanno catturato l’attenzione di molti su tutto il territorio nazionale e noi non possiamo che gioirne! Certo, ritrovarsi davanti una fila d’attesa per raggiungere il punto panoramico instagrammabile non è il desiderio di chi cerca tranquillità e silenzio ma come direbbero ad Hollywood “è il prezzo della notorietà”.

Vista la grande attenzione sull’argomento abbiamo deciso di fare un po’ di chiarezza sulle differenze pratiche e teoriche fra escursioni e cammini.


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È possibile affiancare il termine escursione a quello americano hiking, che vuol dire appunto “camminando” ma nell’idea di un’esperienza che si consuma nell’arco di una giornata. Il termine cammino invece potrebbe essere associato a trekking che prende l’accezione di “viaggio”, quindi un tragitto a piedi di diversi giorni. Insomma lungi da noi dare lezioni di linguistica ma assegnare un significato alle parole è il primo passo per non creare equivoci.

escursione o cammino

Potremmo quindi dire che un cammino è formato da tante escursioni giornaliere una di seguito all’altra?

Non proprio, vediamo perché in tre punti fondamentali.

1 Difficoltà

Quando affrontiamo un’escursione giornaliera abbiamo una vasta possibilità di scelta su tipo di percorso, lunghezza e dislivello. Questo ci dà la possibilità di scegliere ciò che più si addice alle nostre esigenze a patto di essere capaci di mediare fra la nostra forma fisica, il percorso scelto e le condizioni meteo.

In un cammino invece, raramente avremo lo stesso tipo di percorso lungo tutto il tragitto, ogni tappa potrebbe variare per mille motivi. Più il trekking sarà lungo, più le variabili aumenteranno. In cammino bisogna essere pronti a tutto.

2 Attrezzatura per escursione e cammino

In un’escursione giornaliera potreste non aver bisogno praticamente di nulla, basta che diate un’occhiata al meteo, abbiate un minimo di accortezza nella scelta delle scarpe e dei calzini ed il gioco è fatto. Se poi siete dei masochisti e preferite camminare durante una bufera sul delle rocce scivolose, beh… sono problemi vostri.

Durante un cammino dovrete essere pronti ad affrontare anche un clima avverso a seconda della stagione, dovrete avere con voi un piccolo kit di pronto soccorso, due o tre cambi di indumenti, l’occorrente per lavarli e per lavare voi stessi (questo è facoltativo secondo alcuni camminatori ma non per noi), insomma avete molto più peso da trasportare. Se volete approfondire vi consigliamo i video sul nostro canale Youtube o scegliere la vostra attrezzatura nella sezione dedicata del sito:

3 Preparazione fisica e mentale

Molti sottovalutano la differenza fondamentale che c’è fra l’affrontare un percorso anche molto impegnativo ma che si consuma nell’arco di una giornata o il dover sovraccaricare il proprio corpo con uno sforzo continuo che si ripete per più giorni consecutivi.

La più grande differenza sta proprio in questo, il dover ripartire il giorno seguente.

Se affrontato con intelligenza e senza strafare qualsiasi cammino può essere percorso anche senza un’impegnativa preparazione fisica, diciamo che ci si abitua strada facendo. Molto più importante è la forza di volontà e la perseveranza nel superare fatica e difficoltà.

Ricorda che un cammino non è una competizione sportiva ma un viaggio.

Sarebbe quindi più consigliabile provare piccole escursioni giornaliere prima di affrontare un lungo trekking?

Una persona di buon senso vi direbbe di sì, ma noi siamo Cretini e vi diciamo che potreste anche iniziare con qualche hiking ma se siete convinti di voler partire e siete pronti ad affrontare qualsiasi difficoltà con fantasia e coraggio, non perdete altro tempo, preparate lo zaino (seguendo i nostri consigli) e iniziate il vostro cammino!

Nico Colucci

Il cammino del Cretino

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I silenzi sono pareti d'acciaio contro cui il suono rimbalza, torna al mittente e di nuovo alla parete, ma affievolito. Il silenzio è cugino della riflessione, la voce dell'istinto.
dal libro Il cammino del cretino