
Miei prodi camminatori, un viaggio di pochi giorni si vive come un’avventura. Ma quando i giorni diventano settimane, quando si parala di viaggiare a lungo all’estero e le settimane si trasformano in mesi, il cammino smette di essere un semplice spostamento e diventa una vera e propria condizione di vita.
Sui sentieri del Cammino di Santiago, lungo la Via Francigena, tra i monti spigolosi del GR20 o sulle distanze interminabili della Nordkalottleden (oltre 800 km tra Norvegia, Svezia e Finlandia), scoprite non solo il mondo fuori, ma il mondo dentro di voi.
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Vita quotidiana del camminatore in viaggio all’estero
La vita del viandante di lungo corso è fatta di piccoli riti: la sveglia con la prima luce, i piedi doloranti immersi in un torrente gelido, la condivisione di un pasto improvvisato con compagni di strada. Viaggiare a lungo all’estero insegna che la vera ricchezza è la semplicità: non conta la velocità, non conta la meta; conta il passo costante e la capacità di adattarsi.

Logistica del viaggiare a lungo all’estero
Ogni oggetto nello zaino pesa due volte: una sulle spalle e una sulla mente. Scegliere cosa portare diventa un esercizio di essenzialità. La logistica è equilibrio: programmare tappe, conoscere i punti di rifornimento, calcolare con saggezza cibo e acqua. Così il cammino diventa un’arte di organizzazione e resilienza.
Una tragica esperienza sul GR20
Ci sono momenti in cui la strada non insegna soltanto, ma mette di fronte alla fragilità della vita. Durante il mio cammino sul GR20 in Corsica, sono stato testimone di una tragedia che non dimenticherò mai. Un ragazzo di venticinque anni, giovane e in forma, ha perso la vita su un tratto esposto mentre il meteo era in allerta: pioggia battente, vento gelido, temperature in rapido calo. Nonostante la sua forza, il corpo non ha retto all’ipotermia.
Nella stessa giornata ho soccorso un gruppo di quattro escursionisti quasi in ipotermia. Insieme a un’altra ragazza, riuscimmo ad accendere un fuoco nella sala di emergenza di un rifugio: quel fuoco salvò loro la vita. Fu un episodio limite che mi lasciò una domanda: e se fossi stato io al loro posto? Se avessi avuto bisogno di cure immediate, di un rientro in patria, o di esami specialistici in un Paese straniero, come avrei potuto affrontarlo da solo?
È in momenti così che si comprende il valore di un’assicurazione di viaggio: non un dettaglio burocratico, ma un compagno invisibile capace di trasformare un’emergenza in una possibilità di salvezza.
Assicurazione di viaggio: SafetyWing, la rete invisibile
Durante mesi di cammino lontani da casa, l’imprevisto può diventare un ostacolo insormontabile senza il giusto supporto. Ecco perché un’assicurazione come SafetyWing diventa la vostra rete invisibile.
- Copertura medica: visite, ospedali, farmaci, interventi.
- Evacuazioni e rientro in patria quando natura o destino vi sorprendono.
- Due opzioni di protezione:
- Elettronica: add-on disponibile per entrambi i piani.
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Conclusione
Miei prodi, i lunghi cammini sono più di una sfida fisica: sono un viaggio interiore che insegna a vivere con meno, affrontare il mondo con coraggio e trovare libertà nella semplicità. Ricordate: la libertà non è incoscienza, ma preparazione e cura. Se sceglierete di viaggiare a lungo all’estero, affidatevi a un’assicurazione adeguata: sarà la chiave per vivere questa esperienza nella sua forma più autentica.
Camminate leggeri, camminate sicuri, e soprattutto camminate lontano: il mondo è la vostra casa.
Parola del Capitano dei Cretini.
Nico Colucci per
Il cammino del Cretino